La Giunta vota contro il suo stesso atto: Cascate pubbliche sì o no?

Riportiamo qui un estratto del nostro articolo pubblicato oggi 2 settembre 2020 sul Tirreno.

La battaglia per la salvaguardia naturalistica delle Cascate del Mulino non si è ancora conclusa. Anzi, è appena cominciata: il 31 luglio un dirigente della Regione Toscana dichiara sul Tirreno che l’istruttoria della riperimetrazione dell’area demaniale è conclusa e che quindi il Comune può richiederne la concessione per gestirla. Dal punto di vista del Comitato la concessione di quell’area al Comune di Manciano è una prima tappa essenziale verso la realizzazione di un ampio progetto di salvaguardia naturalistica dell’intera vallata.

Ma pare che ci siano delle resistenze che impediscono alla Giunta di fare questo piccolo passo fondamentale. Ripercorriamo gli avvenimenti dell’ultimo mese. Il 6 agosto la Giunta del Comune di Manciano si riunisce e delibera di dare indirizzo favorevole alla concessione dell’area demaniale delle Cascate del Mulino all’ente locale proposta da Regione Toscana.

Durante il Consiglio Comunale del 24 agosto, tuttavia, le intenzioni della Giunta comunale sembrano mutare improvvisamente. L’atto di indirizzo per la richiesta di concessione dell’area demaniale proposto dalle minoranze (che coincide esattamente con quanto deliberato il 6 agosto dalla Giunta) viene respinto dalla maggioranza. Come prevede l’articolo 42 del TUEL, il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo e l’approvazione dell’atto proposto dalla minoranza era necessario per confermare quanto emerso dalla delibera del 6 agosto, delibera che di per sé non avrebbe valore legale. Una contraddizione palese che non trova giustificazioni: infatti, se anche la maggioranza avesse reputato superfluo questo atto, che, al contrario, sarebbe stato indispensabile in quanto solo il Consiglio è l’organo competente ad approvarlo, perché non approvarlo comunque, essendo in linea con la volontà della Giunta?